Terzo polo? Certo, anzi no
A Gizzeria, versione calabrese dell'hotel Raphael, il Nuovo Psi ha riscoperto e rilanciato l'orgoglio della propria autonomia. Tutti felici e contenti. Specialmente i contabili dell'Ulivo alla ricerca esasperata dei decimali utili per dare il benservito a Chiaravalloti & Company. Parola d'ordine: terzo polo alle provinciali e mani libere alle regionali. Ovverosia, un'ampia e brusca virata, sia pure a rate, per incrociare la nave-madre del centrosinistra. Manovra ineluttabile, certificano i bigs, perché, nella Casa delle Libertà, il Nuovo Psi si ritrova a fare la guardia armata ad un bidone vuoto. Meglio, quindi, riesumare antiche memorie, Ma senza esagerare. Spesso, in politica, bisogna mostrare i muscoli per entrare dei salotti buoni. Anche un bel bluff, comunque, può andare bene, purché il tavolo non rilanci di brutto.
Il centrodestra che conta lo ha fatto, dichiarandosi deluso e tradito. Anzi ha presentato il conto. Pagamento cash e senza sconti. Cespugli e dintorni, nel frattempo, gettano benzina sul fuoco. Pensano agli incarichi in libera uscita, ove i socialisti di destra (che brutto neologismo!) dovessero sul serio mettersi da parte. La controffensiva del "dentro o fuori", in ogni caso, sembra aver reso meno resistente e convinto il fronte dell'orgoglio e dell'autonomia. Anche l'agognato terzo polo, sia pure limitato alle provinciali, perde quota nel lavorio delle diplomazie smaliziate che si muovono tra Catanzaro e Roma. Evidentemente, non sono in molti a dirsi pronti a morire per Danzica. La questione-socialista, nel centrodestra, pertanto, si è già sgonfiata. Al massimo, il Nuovo Psi correrà da solo alle elezioni europee. Bella scoperta.
Chi, nel Polo e nell'Ulivo, aveva scommesso sulle spinte autonomiste del garofano rosso, dovrà rifare i propri conti. Gianni De Michelis, congiuntamente a Leopoldo Chieffallo e Saverio Zavettieri, come sempre separati in casa, smentisce tutto. Anche la portata e la qualità del dibattito che si è aperto nella base del suo partito in Calabria, specialmente nella federazione di Cosenza, dopo il convegno di Gizzeria. Si tratta, giura e spergiura, di critiche interessate o peggio ancora di supposizioni infondate. E chiude la vertenza, assicurando che "non è vero che i socialisti si apprestano a cambiare maggioranza". Meglio così. Forse c'eviteremo il campionario autunno-inverno di una querelle che, a quanto sembra, è durata solo lo spazio di un mattino. D'altra parte, in politica, nel bene e nel male, ognuno raccoglie quello che semina.