Sua Eccellenza permettendo...
di
Roberto Losso
Non sono un esperto di diritto amministrativo. Non avrei potuto, quindi, esprimere un giudizio di merito sulla lettera che il Prefetto di Cosenza ha inviato ai consiglieri comunali. Mi sono rivolto, per capirci qualcosa, a quanti, per professione, studiano la legislazione degli enti locali. Le risposte sono state concordi: la procedura è da considerarsi quanto meno inusuale. Mi hanno spiegato, con dovizia di riferimenti tecnici, che la diffida scatta, quando un atto essenziale per la continuità della vita amministrativa, non è approvato nei termini di legge. Non è il nostro caso. Il Consiglio Comunale, infatti, si è già espresso sul riequilibrio di bilancio, bocciandolo con undici voti contrari. Ci sono i verbali che lo testimoniano e che attestano la validità della deliberazione. Possibile che in Prefetto non ne fosse informato e che, di conseguenza, sia incorso in un clamoroso infortunio? Non può che essere così. E, quindi, l'equivoco si chiarirà. Gli esperti che hanno approfondito il "caso", infatti, non riescono a trovare una diversa motivazione. Ove, invece, si trattasse di un atto considerato dovuto, potrebbe sorgere il ragionevole dubbio che si tratti di un'impropria interferenza burocratica. E potrebbe aprirsi, di conseguenza, un grave conflitto istituzionale sulla portata della sovranità del Consiglio Comunale e della libertà di voto dei consiglieri comunali. Può, infatti, un'assise elettiva essere "diffidata" e, quindi, "obbligata" a discutere e votare una seconda volta atti amministrativi sui quali ha già deliberato? Qualcuno maliziosamente sostiene che il Prefetto, con la sua "inusuale" iniziativa, di fatto, ha concesso i tempi supplementari dopo che l'arbitro, cioè il Consiglio Comunale, aveva regolarmente fischiato la fine della partita. Con l'aggravante che, a seguito della bocciatura del riequilibrio di bilancio, il sindaco Gravina ha rassegnato le dimissioni che dovrebbero diventare irrevocabili nei prossimi giorni. La diffida del Prefetto "congela" questa scadenza? Gli "esperti" non lo escludono, benché non vi siano precedenti significativi. Sembrava impensabile che, dopo il caso-Buono, Sua Eccellenza potesse assegnare un altro dubbio calcio di rigore al centrodestra. Peraltro in zona Cesarini. La domanda sorge spontanea: c'è forse un quarto uomo dietro le quinte? Se c'è, e chiunque esso sia, sappia che questa città è allo sfascio. Anzi in coma profondo. Anche il sindaco Gravina lo ha capito. E, a fine settimana, in un pubblico comizio, spiegherà "perché" e per "colpa di chi" politicamente il centrodestra è affondato come il Titanic. Così almeno ha promesso alla stampa e, quindi, ai cittadini. Questi ultimi, da tempo, peraltro, non portano più la "coppola". Ma non solo. Hanno coscienza dei propri doveri e dei propri diritti. E, quindi, si sono liberati anche da quell'atavica propensione a dire "'ngnorsì" ai "padroni del vapore". Hanno imparato a dire "no!". E ci prendono gusto a dirlo. Specialmente a quanti si sono presi i voti e poi si sono persi nella nebbia dei palazzi romani. Nel profondo sud il voto di un Consiglio Comunale non vale, se non è gradito al potere costituito? Ditecelo. Ce ne faremo una ragione. Magari organizzando qualche girotondo di protesta. Nonostante tutto, ne siamo ancora capaci. Almeno così io credo.