Staremo a vedere...

di Roberto Losso

 

Leggo sulla stampa locale notizie, peraltro non smentite, secondo cui il centrodestra avrebbe raggiunto l’accordo. Il modello di riferimento? Quello già “sperimentato” del 2001. Vice sindaco, assessori ed incarichi saranno divisi sulla base dei risultati che i singoli partiti del polo dimezzato otterranno nelle prossime amministrative. L’unica novità è che, eventualmente, il giovane sindaco di An potrà scegliergli in una rosa di più o meno ampia. Sappiamo come funzionano queste cose. Quindi, non ci facciamo illusioni. La presentazione della “squadra” prima del voto, però, potrebbe essere una gradita smentita. Ed anche la mossa giusta per neutralizzare gli appetiti del dopo-elezioni. E’ un suo impegno. Potrà mantenerlo? Ne dubito, ma staremo a vedere.

Nel frattempo,  a rendere nebulosi ed incerti gli equilibri futuri all’interno del centrodestra, solo apparentemente risorto per intercessione di Santa Iole da Cosenza,  ci sono due grossolani  equivoci di fondo: 1). Il ruolo dell’Udc, che, almeno per il momento, canta fuori dal coro (al ballottaggio ci sarà l’apparentamento, un accordo politico oppure i nuovi democristiani dovranno accontentarsi delle briciole, se non vorranno starsene all’opposizione?). 2). Il fantasma di Uniti per Paola che ormai sembra destinato a trasformarsi in una costola di Forza Italia (farà parte a pieno titolo e con pari dignità della Casa delle Libertà oppure dovrà accontentarsi di recitare la figura del parente povero che, ovviamente, pranza in cucina mentre gli altri banchettano?).

Comprendo ed apprezzo, a questo punto, la dignitosa e solitaria battaglia dell’ex-sindaco Giovanni Gravina. Nonostante l’indiscusso successo personale, gli hanno tagliato l’erba sotto i piedi con quell’accordo capestro pre-elettorale. Puntigliosamente “difeso”, a senso unico, anche quando la barca stava per affondare. Speriamo che non succeda la stessa cosa a Marco Aloise. Sarebbe un peccato. Perché il giovane manager di Sviluppo Italia, da sindaco o da semplice consigliere comunale, è comunque una risorsa per la città. Ideologicamente siano distanti. Però, ne apprezzo la professionalità e la riservatezza. Non vorrei che cadesse in un’imboscata stile pentapartito. Come è successo  a Gravina. Il rischio, purtroppo, c’è tutto. Ne tenga conto.

L’Ulivo di Roberto Perrotta, nel frattempo, guadagna punti. Anche chi ha contestato il metodo che ha portato alla sua candidatura ha compreso che sarebbe irresponsabile remare contro. Ed incomincia a darsi da fare. Non è mai troppo tardi. Mi lascia, nel frattempo, perplesso il tentativo di indebolire le liste che appoggiano Pino Perrotta. Evidentemente la sua candidatura crea qualche preoccupazione, perché raccoglie consensi nell’opinione pubblica moderata e nell’”altra” città. Quella che ha una gran voglia di uscire dalla palude del pietismo e della filiera degli “amici degli amici”. Non se la prenda più di tanto. Comunque andranno le cose, resterà quello che è: un valente chirurgo al servizio della gente. Continui a sorridere. Se lo può permettere.

 

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