Sindaci a rischio

di Roberto Losso

 

Gli amministratori, da tempo, sono nel mirino della criminalità organizzata. Bombe, intimidazioni ed atti vandalici si sprecano. Il fenomeno si allarga a macchia d'olio, coinvolgendo gran parte degli enti locali della provincia. Inutile cercare isole felici o discriminanti politiche. La malavita, fino ad oggi, ha colpito indifferentemente sindaci ed assessori di centrodestra e di centrosinistra. Statisticamente, anzi, è più presente ed aggressiva nei piccoli comuni. Laddove, votandosi con il maggioritario secco, spesso prevalgono liste civiche marginalmente riconducibili a questa o quella coalizione. Nei giorni scorsi, a San Lorenzo del Vallo si è insediato il commissario prefettizio. Il sindaco ha detto "basta!". Due "avvertimenti" in una settimana sono troppi. Prima gli hanno bruciato l'automobile. Subito dopo ha ricevuto in regalo una busta di plastica imbottita di polvere da sparo. Merita la nostra solidarietà. Anche se ha gettato la spugna. Dimettersi, infatti, era un suo diritto. Specialmente se non si sentiva al sicuro insieme alla sua famiglia. La democrazia non dovrebbe avere bisogno d'eroi. Né dovrebbe chiedere ai singoli di diventarlo. Colpisce, in particolare, il distacco con cui sono stati vissuti i due episodi malavitosi. A parte la comunità locale, c'è stata poca mobilitazione politica ed istituzionale. Forse siamo al limite dell'assuefazione. Quasi che chi amministra debba considerare le intimidazioni un rischio professionale. Se dovesse prevalere questa cultura, la mafia ne uscirebbe vincente.

 

www.ildiario.too.it