Se il fisco diventa leghista
Partiamo dai fatti: 1. La Tremonti-bis (detassazione del 50% degli utili reinvestiti) era stata pensata per il sud ed estesa a tutto il territorio nazionale per non incorrere nelle sanzioni dell’Unione Europea; 2. A febbraio il Parlamento ha prorogato i benefici fiscali per i “piccoli comuni” danneggiati dalle piogge del novembre scorso, delegando il Ministro dell’Economia ad individuare i comprensori interessati; 3. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno è stato pubblicato l’elenco dei comuni aventi diritto e, a sorpresa, ci sono anche “piccoli Comuni” come Milano, Torino, Genova e Venezia. 4) Sono 1.610 i Comuni del nord che godranno delle agevolazioni (852 in Lombardia), mentre si contano sulle dita di una mano gli ambiti territoriali che, nel meridione, godranno delle agevolazioni (Catania, Foggia, Ragusa e Vibo Valentia).
Cosa significa in termini pratici? Se industriali, artigiani o professionisti di Arcore investiranno per rendere più competitive le proprie attività, creando quindi nuova occupazione, avranno un consistente sconto fiscale. Se, invece, la stessa cosa la faranno a Cosenza, pagheranno le tasse fino all’ultimo centesimo. Vista la conclamata vocazione turistica della Calabria, mi sembra opportuno cogliere un’altra chicca: gli albergatori di Rimini e dintorni che ristruttureranno i propri impianti saranno incentivati. Quelli di Scalea, Diamante o Praia a Mare, invece, dovranno attaccarsi al tram. Potremmo continuare all’infinito con esempi che lasciano l’amaro in bocca. L’asse Bossi-Tremonti ha colpito ancora, sferrando, con la scusa delle calamità naturali, un duro attacco alla fragile economia del sud che ha tanti dinamici imprenditori e pochi capitali.
I governatori della Campania e della Puglia hanno protestato. Bocche cucite, invece, in Calabria e Sicilia. Un silenzio assordante che nasconde imbarazzati richiami alla ragion di Stato. Ambienti rampanti del centrodestra la buttano sul sociale, sostenendo che è giusto dare una mano a chi ha subito danni per grandinate ed alluvioni. Va bene. Il fatto, però, è che dicono le bugie. La proroga della Tremonti-bis, infatti, non si limita ad incentivare le imprese in crisi: gli sconti valgono per quasi tutti gli imprenditori, artigiani e professionisti del Piemonte, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia e Romagna. Il commissario europeo, Mario Monti, li considera aiuti di stato, sottolineando, peraltro, che un trattamento fiscale differenziato sul territorio nazionale è vietato dalle norme comunitarie. Se lo dice un economista illuminato, dobbiamo crederci. E domandarci: non è che, nel Belpaese, anche il fisco è diventato leghista?