Santuari imbiancati
Gli
insospettabili. Quelli, cioè, che succhiano il sangue ad imprenditori,
commercianti e povera gente. E se ne vanno in giro stimati e riveriti. Il
questore di Cosenza, Romolo Panico, non ha dubbi. Il cerchio si stringe intorno
alla Cupola del riciclaggio e dell'usura. C'è un'economia sommersa, che, da
anni, si alimenta con i proventi miliardari delle attività illecite della
ndrangheta. Non si tratta d'episodi o fenomeni circoscritti. Al contrario, può
contare su una rete di monitoraggio professionale delle aziende in crisi e delle
famiglie con l'acqua alla gola. Quindi, un sistema parallelo a quello del
credito. Spesso più efficiente, perché eroga contanti in ventiquattrore al
tasso medio mensile del 10%.
L'intervista esclusiva del questore al nostro giornale conferma il teorema della
Cosenza a due facce. Quella della città più povera d'Italia tanto cara al
Corriere della Sera e quella dell'opulenza sommersa, diffusa ed esentasse. In
mezzo, a fare da spartiacque, un insieme di bisogni irrisolti, che possono
indifferentemente trovare soluzione nelle istituzioni o nelle mafie. Le tante
inchieste ed i tanti pentiti hanno decapitato le cosche del capoluogo. Adesso,
quindi, si intravedono i sepolcri imbiancati del danaro che passa di mano e
viene reinvestito dai professionisti dello strozzo. Lo scenario complessivo,
però, genera inquietudini e preoccupazioni. Perché è risaputo che, alla
lunga, l'economia sana viene distrutta e soppiantata da quella illegale.
Che fare? Un po' tutti sono alla ricerca di una strategia. Anche le forze
dell'ordine e la magistratura. Una cosa, infatti, è contrastare la criminalità
della droga, delle estorsioni e dei morti ammazzati. Di solito, più uomini e
più mezzi permettono di ottenere risultati apprezzabili e costringono le ndrine
a rinviare a tempi migliori faide e regolamenti di conto. Non sempre, però, è
così. Almeno nel Tirreno Cosentino. E' terribilmente complicato, comunque,
intercettare le mafie del riciclaggio e dell'usura. Le sue regole sono più
sofisticate e professionali. Anche se i suoi esattori sono spietati nell'incasso
delle rate scadute. I pentiti servono a poco. Ci vogliono, infatti, prove e
riscontri. Specialmente se si tratta di insospettabili pezzi da novanta.