Santuari imbiancati

di Roberto Losso

 

Gli insospettabili. Quelli, cioè, che succhiano il sangue ad imprenditori, commercianti e povera gente. E se ne vanno in giro stimati e riveriti. Il questore di Cosenza, Romolo Panico, non ha dubbi. Il cerchio si stringe intorno alla Cupola del riciclaggio e dell'usura. C'è un'economia sommersa, che, da anni, si alimenta con i proventi miliardari delle attività illecite della ndrangheta. Non si tratta d'episodi o fenomeni circoscritti. Al contrario, può contare su una rete di monitoraggio professionale delle aziende in crisi e delle famiglie con l'acqua alla gola. Quindi, un sistema parallelo a quello del credito. Spesso più efficiente, perché eroga contanti in ventiquattrore al tasso medio mensile del 10%.
L'intervista esclusiva del questore al nostro giornale conferma il teorema della Cosenza a due facce. Quella della città più povera d'Italia tanto cara al Corriere della Sera e quella dell'opulenza sommersa, diffusa ed esentasse. In mezzo, a fare da spartiacque, un insieme di bisogni irrisolti, che possono indifferentemente trovare soluzione nelle istituzioni o nelle mafie. Le tante inchieste ed i tanti pentiti hanno decapitato le cosche del capoluogo. Adesso, quindi, si intravedono i sepolcri imbiancati del danaro che passa di mano e viene reinvestito dai professionisti dello strozzo. Lo scenario complessivo, però, genera inquietudini e preoccupazioni. Perché è risaputo che, alla lunga, l'economia sana viene distrutta e soppiantata da quella illegale.
Che fare? Un po' tutti sono alla ricerca di una strategia. Anche le forze dell'ordine e la magistratura. Una cosa, infatti, è contrastare la criminalità della droga, delle estorsioni e dei morti ammazzati. Di solito, più uomini e più mezzi permettono di ottenere risultati apprezzabili e costringono le ndrine a rinviare a tempi migliori faide e regolamenti di conto. Non sempre, però, è così. Almeno nel Tirreno Cosentino. E' terribilmente complicato, comunque, intercettare le mafie del riciclaggio e dell'usura. Le sue regole sono più sofisticate e professionali. Anche se i suoi esattori sono spietati nell'incasso delle rate scadute. I pentiti servono a poco. Ci vogliono, infatti, prove e riscontri. Specialmente se si tratta di insospettabili pezzi da novanta.

 

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