Povera Cosenza!
Il
Corriere della Sera è il Corriere della Sera. Quello che scrive, di
conseguenza, nell'immaginario collettivo, è preso sempre e comunque per oro
colato. Fino al punto che la politica, di volta in volta, ne fa un caso
istituzionale, sbandierandolo ai quattro venti come un "triste biglietto da
visita". Quasi in maniera acritica e confessionale. Come se, in Via
Solferino, non fossero adusi a guardarci attraverso le lenti deformanti del sud
piagnone e parassitario. Il 5° Centro Siderurgico docet. Ma fanno testo anche
le inchieste fotocopie sulle pensioni d'invalidità o sui forestali collusi con
la 'ndrangheta. Nonostante i precedenti, però, sopravvive il mito di quello
spocchioso "lo ha scritto il Corriere".
Nei giorni scorsi, la "Milano da bere", che evoca ancora tante storie
di bilanci truccati e tangenti miliardarie, si è svegliata di buonumore. Ne
aveva due buoni motivi. Scopriva d'essere nuovamente al top della ricchezza
prodotta. E, nel contempo, apprendeva che Cosenza era la città capoluogo più
povera. Una notizia in salsa padana che sollecita pruriti e cattivi pensieri.
Quindi, merita un titolo ad effetto. Non importa se mal si concilia con gli
stessi dati che dovrebbero giustificarlo. La forzatura, d'altra parte, è nelle
cose. Gli analisti puntavano a misurare la qualità della vita. Il Corriere fa
finta di niente e ne enfatizza una parte. Quella del portafoglio. Così Milano
conquista la palma d'oro e Cosenza la maglia nera dell'ultima della classe.
L'Istat e la Banca d'Italia la pensano diversamente. D'altra parte, basta
guardarsi intorno per dubitare che Cosenza sia la quintessenza della povertà.
Le boutique e le gioiellerie di Corso Mazzini fanno concorrenza a quelle di Via
Monte Napoleone. C'è il boom dell'edilizia residenziale e dei beni di lusso.
Una concessionaria cosentina d'auto di grossa cilindrata miete successi al
salone di Stoccarda per i suoi budget da capogiro. La densità degli sportelli
bancari, inoltre, dice che i soldi girano e che c'è ancora risparmio da
drenare. Dov'è il trucco? Ha toppato il Corriere oppure l'opulenza che si
respira in città è invisibile e sfuggente, perché sommersa ed esentasse?
Nell'uno e nell'altro caso preoccupiamoci. Entrambi, infatti, ci danneggiano.