Povera Cosenza!

di Roberto Losso

 

Il Corriere della Sera è il Corriere della Sera. Quello che scrive, di conseguenza, nell'immaginario collettivo, è preso sempre e comunque per oro colato. Fino al punto che la politica, di volta in volta, ne fa un caso istituzionale, sbandierandolo ai quattro venti come un "triste biglietto da visita". Quasi in maniera acritica e confessionale. Come se, in Via Solferino, non fossero adusi a guardarci attraverso le lenti deformanti del sud piagnone e parassitario. Il 5° Centro Siderurgico docet. Ma fanno testo anche le inchieste fotocopie sulle pensioni d'invalidità o sui forestali collusi con la 'ndrangheta. Nonostante i precedenti, però, sopravvive il mito di quello spocchioso "lo ha scritto il Corriere".
Nei giorni scorsi, la "Milano da bere", che evoca ancora tante storie di bilanci truccati e tangenti miliardarie, si è svegliata di buonumore. Ne aveva due buoni motivi. Scopriva d'essere nuovamente al top della ricchezza prodotta. E, nel contempo, apprendeva che Cosenza era la città capoluogo più povera. Una notizia in salsa padana che sollecita pruriti e cattivi pensieri. Quindi, merita un titolo ad effetto. Non importa se mal si concilia con gli stessi dati che dovrebbero giustificarlo. La forzatura, d'altra parte, è nelle cose. Gli analisti puntavano a misurare la qualità della vita. Il Corriere fa finta di niente e ne enfatizza una parte. Quella del portafoglio. Così Milano conquista la palma d'oro e Cosenza la maglia nera dell'ultima della classe.
L'Istat e la Banca d'Italia la pensano diversamente. D'altra parte, basta guardarsi intorno per dubitare che Cosenza sia la quintessenza della povertà. Le boutique e le gioiellerie di Corso Mazzini fanno concorrenza a quelle di Via Monte Napoleone. C'è il boom dell'edilizia residenziale e dei beni di lusso. Una concessionaria cosentina d'auto di grossa cilindrata miete successi al salone di Stoccarda per i suoi budget da capogiro. La densità degli sportelli bancari, inoltre, dice che i soldi girano e che c'è ancora risparmio da drenare. Dov'è il trucco? Ha toppato il Corriere oppure l'opulenza che si respira in città è invisibile e sfuggente, perché sommersa ed esentasse? Nell'uno e nell'altro caso preoccupiamoci. Entrambi, infatti, ci danneggiano.

 

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