10 anni fa: Mancini sindaco
Dieci anni fa Giacomo Mancini veniva eletto sindaco di Cosenza. Credo, sia venuto il momento, almeno per me, di parlarne. Soffocando l'impeto delle emozioni e dei sentimenti, fino ad oggi, sono rimasto in silenzio. Anche davanti all'ipocrisia di commemorazioni e testimonianze che, rileggendo le cronache del recente passato, rappresentano una bestemmia più che un'autocritica. Mi sono portato dentro tutte le verità scomode che ho raccolto, standogli vicino nei momenti più difficili. E le custodisco gelosamente. Nonostante l'empietà dei tanti predatori della politica che, avendolo ieri osteggiato ed offeso, adesso "inciuciano" per appropriarsi del suo pensiero libertario e coerentemente riformista.
Ero al
suo fianco, al Cinema Italia, insieme ad Ermanna Carci Greco, Franco Lonetti e
Roberto Castagna, quando gridò: "Compagno Craxi, non siamo
d'accordo!". Andai a prenderlo, quella mattina, nella sua casa di Corso
Roma. Pioveva. Una ragione in più per essere preoccupati. Mi chiese:
"Saremo quattro gatti?". Risposi: "Può darsi". Non lo
pensavo. Ma, conoscendolo, preferii non contraddirlo. Comunque, non eravamo
quattro gatti. C'era tanta gente. In fretta e furia, infatti, fu necessario
piazzare all'esterno degli amplificatori per dare la possibilità a quei
meravigliosi cittadini con l'ombrello di ascoltare le sue parole. Il mio compito
era di spiegare perché qualche brigante di periferia riteneva giusto dire a
voce alta: "Non siano d'accordo!".
Mi ero preparato l'intervento. Quando tirai fuori le carte, Mancini mi si
avvicinò e disse con la sua ruvida dolcezza: "Parla a braccio". Lo
feci. Incoraggiato dal suo affetto. Poi, venne il momento del vecchio leone. Fu
un lungo abbraccio con la "sua" Cosenza. E fummo presi tutti in
contropiede, quando, emozionato come poche volte mi era capitato di vederlo,
disse: "Non vogliono che un vecchio mercante della politica come me spenda
tutto se stesso per la sua città". Nacque così, in maniera quasi
estemporanea, la sua candidatura a sindaco. Come spesso gli capitava, davanti
alla "sua" gente, s'inventò una nuova sfida. La vinse alla grande.
Come sempre. Dicono che l'avventura continui con Eva Catizone. Me lo auguro.
Pensando a Giacomo Mancini.