Corbelli? E'bravo...

di Roberto Losso

 

"Rischia di farcela". Questo l'ermetico commento di un colonnello rampante della Casa delle Libertà alla candidatura di Franco Corbelli. Poi, si affanna a spiegarmi che, per i partiti del terzo millennio, "conquistare una presidenza in più o in meno, in sé e per sé, non è un valore". L'importante, infatti, è "individuare un candidato che faccia dormire sonni tranquilli alle cordate che contano". L'uomo giusto, pertanto, non necessariamente deve essere vincente. E' sufficiente che "rappresenti un punto di equilibrio per il presente ed una garanzia per il futuro". Non servono i "cani sciolti". Specialmente se hanno "una popolarità credibile e trasversale" come quella di cui gode il leader dei diritti civili.
Un ragionamento che "può anche scandalizzare". Perché "privo di riferimenti culturali e morali". E, filosoficamente, aggiunge: "E' devastante accettarne le ricadute". Ma bisogna riconoscere che "ormai la politica è questa". All'egemonia dei partiti si è sostituita "quella delle nomenklature, alle quali non piacciono le sorprese". Niente di personale, quindi, verso Costantino Belluscio o Gino Pagliuso. Il fatto è politico. Nel senso che "la scelta del candidato deve essere funzionale alle aspettative personali dei gruppi dirigenti". Se così è, Franco Corbelli è fuori gioco per definizione. "Certamente". E per due buoni motivi. "Primo perché la società civile potrebbe premiarlo per il suo impegno civile . Secondo perché, se eletto, sarebbe una mina vagante".
Nel frattempo, però, l'Ulivo allargato è già in campagna elettorale, mentre il centrodestra brucia un nome dietro l'altro. Un bel vantaggio per un cavallo di razza come Mario Oliverio. Il mio anfitrione imperterrito teorizza: "Il centrosinistra è unito solo sul nome del candidato". E poi ci sono sondaggi top secret che "lasciano ben sperare". Se così non fosse, i big "avrebbero già mollato la presa". Nessuno, infatti, "vuole spargimenti di sangue, se la partita è persa in partenza". Almeno quelli che, se l'Ulivo stravince, devono spiegarne le cause agli impietosi palazzi romani. E Franco Corbelli? "E' bravo…". Però, è imprevedibile e sogna ancora ad occhi aperti. Quindi, non è un buon candidato. Anche se potenzialmente vincente. Misteri della fede.

 

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