Chiesa e società

di Roberto Losso

 

Il clientelismo non porta da nessuna parte. Specialmente se praticato per finalità che sconfinano nell'"interesse particolare" o, peggio ancora, nell'"egemonia sulle coscienze". Parole severe che, sempre più frequentemente, scoprono la preoccupazione della Chiesa per il degrado della società calabrese. Non sempre la riflessione collettiva è adeguata agli ammonimenti ed all'angoscia dei Vescovi. Anzi, c'è qualcosa di paradossale. Al "dolente appello", infatti, sembra essere più attenta e sensibile la cultura laica di quella dei cattolici impegnati in politica. Di certo, c'è una differenza di comportamento. I laici ne discutono. Anche criticamente. I cattolici si limitano a dire: "La Chiesa ha ragione!".
Non so quale sia l'approccio più gradito alla gerarchia. Le mie rare frequentazioni, infatti, non mi consentono di dichiararmi esperto in materia. Osservo, però, quanto grandi siano il fervore ed il buon senso che, anche in questi giorni, lega amorevolmente i Pastori di Cosenza e di San Marco Argentano ai problemi etici e sociali della propria gente. C'è qualcosa in più e di diverso rispetto a quello che riescono a "dire" e "fare" le istituzioni ed i gruppi dirigenti. E' il caso, per esempio, della vertenza-Marlane. Monsignor Domenico Crusco celebra messa nel piazzale della fabbrica, perché "quando viene meno il lavoro, la Chiesa non può stare a guardare". Ma non si ferma qui. Dice quello che la politica tace sul maledetto imbroglio della globalizzazione.
Anche la tragedia di Monongah (Usa), una delle tante Marcinelle dimenticate, sarebbe finita nel tritacarne delle memorie scomode. E' così, purtroppo, quando l'ansia della celebrazione prende il sopravvento sulla ricerca della verità. A risvegliare la coscienze distratte ci ha pensato Frate Agostino, arcivescovo della diocesi cosentina. A San Giovanni in Fiore, benedicendo il monumento in memoria dei minatori calabresi, ha richiamato i nostri governanti alle proprie responsabilità. Senza enfasi. Limitandosi ad osservare che, se la politica produce clientelismo anziché sviluppo, "la Calabria non potrà mai alzare la testa". Il male oscuro che offende la morale e crea nuove classi di povertà? "La conflittualità quotidiana spesso inventata". Che dire di più?

 

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