Brutte sorprese
Incredibile,
ma vero. Il maxi-aumento delle indennità dei consiglieri regionali (+28%, pari
a quattro milioni al mese delle vecchie lire) sembra quasi un incidente di
percorso. C'è chi promette di darli in beneficenza. Chi sta valutando la
possibilità di rifiutarli (però, se la legge lo consente). Chi timidamente
reclama il diritto al "tengo famiglia". Lo hanno approvato in tanti,
questo principesco stipendio delle convergenze parallele. Eppure oggi sono in
pochi a sostenerne l'equità. Almeno in pubblico. Succede quando, nelle segrete
stanze, si decide con la cultura del padre-padrone. Davanti alle proteste,
però, c'è sempre un 8 settembre. Nessuno vuole restare con il cerino in mano.
Specialmente a sinistra.
Le brutte sorprese, comunque, non finiscono mai. Ovviamente per i cittadini. Le
buste-paghe dei calabresi, con il mese di gennaio, sono state falciate dalla
nuova aliquota dell'addizionale regionale. Anche in questo caso, come per
l'appannaggio, i nostri amministratori hanno pensato alla grande. La pressione
fiscale sui redditi prodotti in Calabria, infatti, è aumentata dello 0,50%,
passando dallo 0,90% degli anni precedenti (già mediamente alta) all'1,40% (da
guinness dei primati). Il che, di fatto, vuol dire: più soldi agli onorevoli,
più tasse ai cittadini. Una concomitanza di scelte piuttosto sgradevoli ed
improvvide. Neanche il regista più sfigato avrebbe potuto mettere insieme una
commedia così devastante per l'immagine del Consiglio Regionale.
Nel frattempo, la società civile da voce a chi non ha voce. Da Padre Fedele a
Franco Corbelli, dal sindacato dei pensionati a Roberto Castagna, dalle
associazioni no profit al mondo della cultura. L'"altra" Calabria è
in fermento. Tanto per usare un eufemismo. E graffia di brutto il centrodestra e
le sue invisibili lobby. Ma si chiede anche "perché" il
centrosinistra, pur non avendo dirette responsabilità di governo, sia rimasto
intrappolato nelle vicende politicamente più controverse di questa disperata
consiliatura (portaborse, Statuto, indennità). Leggende metropolitane
raccontano d'inconsce vocazioni consociative al suicidio di massa. Non per
tutti. Qualcuno, infatti, almeno sulle maxi-indennità, ha votato contro. Diamo
a Cesare quello che è di Cesare.