Basta il pensiero

di Roberto Losso

 

C'è poco sud nelle considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia. Almeno sul piano dei risultati e delle prospettive a breve termine. D'altra parte, anche Luca Cordero di Montezemolo, nel suo discorso di insediamento in Confindustria, non ha potuto fare altro che rilanciare culturalmente la centralità della questione meridionale. Né l'uno né l'altro, infatti, potevano citare indicatori che consentissero una lettura incoraggiante dell'andamento economico e sociale delle nostre regioni. Si sono, pertanto, affidati all'ottimismo della volontà. Antonio Fazio, solitamente asciutto nel linguaggio, ha dovuto coniare una formula aulica per accreditare il sud come "grande opzione strategica". Ovverosia "il Mezzogiorno, meglio integrato nel sistema produttivo e in quello europeo, offre una riserva di crescita potenziale per l'abbondanza di lavoro giovanile, per risorse culturali e ambientali sulle quali costruire uno sviluppo del turismo e forme di produzione che puntino sul capitale umano, sull'informatica, sulle nuove tecnologie, sulle energie rinnovabili". L'analisi dal punto di vista teorico è ineccepibile anche se virtuale. Innovazione tecnologica e capitale umano, infatti, sono la ricetta vincente in quei paesi che registrano nuovamente alti tassi di crescita (Stati Uniti, Giappone, Cina). Ciò, però, avviene in un contesto di opportunità che al sud sono negate. A partire proprio dai poli di eccellenza dei settori-chiave dell'informatica avanzata e della ricerca applicata che, almeno in Calabria, rischiano di chiudere i battenti, perché pensati come cattedrali nel deserto. Figuriamoci, quindi, se possono fare da volano per una ripresa così forte da creare sviluppo e nuova occupazione. Comunque, grazie lo stesso. Basta il pensiero.

 

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