Avanti tutta
Siamo abituati a piangerci addosso. Forse ne abbiamo ottimi motivi. I corsi e ricorsi storici, infatti, ci spingono ad assumere atteggiamenti da vittime predestinate. Di conseguenza, spesso non cogliamo neanche i segnali che, in alcuni settori produttivi, lasciano intravedere buone opportunità di sviluppo. Anzi li valutiamo con qualche pregiudizio, pensando possano essere enfatizzati per gettare fumo nell’occhio. Quindi, il più delle volte, preferiamo fidarci più della “realtà percepita” (così è, se vi pare) piuttosto che della “realtà scientifica” (Istat e dintorni). Specialmente quando gli indicatori presentano una Calabria in controtendenza rispetto al resto del Paese. Ci sembra inverosimile. Eppure, nonostante tutto, qualche volta succede. E’ il caso del sistema-turismo, che, nell’ultimo triennio, ha consolidato una crescita complessiva del 21,5 per cento (+7,6 nel 2003). L’analisi dei risultati, peraltro, indica che il marchio Calabria tende a conquistare anche i mercati internazionali (+ 4,9 per cento). E’ solo un segnale (i turisti stranieri sono ancora pochi), ma estremamente incoraggiante. Perché è proprio intercettando questi flussi di massa, che può essere superato il problema vero del turismo calabrese. Ovverosia la concentrazione del tutto esaurito nei primi venti giorni di agosto. E’ una carta che possiamo giocarci. Ovviamente non basta solo il binomio ospitalità e calabresità. Ci vogliono più bandiere blu e più servizi. Almeno per una volta, però, qualcosa si muove. Facciamo gli scongiuri e… avanti tutta.