Anno nuovo, politica vecchia

di Roberto Losso

 

Messaggio sobrio e convincente quello del Presidente della Repubblica, Carlo Azelio Ciampi. E' stato liberatorio ascoltarlo prima di affrontare le "fatiche" del cenone di fine anno. Ci voleva proprio un po' di fiducia e di speranza. Particolarmente per le tante famiglie che, all'improvviso, hanno scoperto d'essere più vicine alla soglia delle nuove povertà. Ma anche per i disoccupati con i capelli bianchi, per i giovani senza prospettive, per i pensionati al limite della sopravvivenza. E, più in generale, per le donne di casa che, andando a fare la spesa, si sentono prese in giro da statistiche e sondaggi. Checché se ne dica, infatti, il 2003 - innanzi tutto per loro - è stato un altro anno da dimenticare.
Davanti alla Tv a reti unificate anche loro avranno pensato: "Lassù qualcuno ci ama". Quindi, nonostante tutto, siamo ancora una comunità solidale e reattiva. Anche se attraversata e lacerata da sprechi da mille e una notte, tangenti miliardarie e rabbiosi egoismi. Al nostro Presidente, come ai nonni ed ai galantuomini, d'altra parte, si perdona tutto. Anche qualche reminiscenza da libro Cuore. Ben diverso, invece, è stato l'indice di gradimento dei proclami di fine anno dei tanti generali, colonnelli e portaborse della politica calabrese. Ognuno, nel proprio ambito, ha ritenuto doveroso informarci che Regione, Province, Comuni hanno imbroccato la strada giusta. Che sono state create le premesse per un nuovo rinascimento culturale, politico ed economico.
I risultati in termini d'equità e benessere, ovviamente, sono a portata di mano. Prima o poi verranno. Magari già quest'anno. Ma non bisogna aver fretta. Ognuno ha fornito i suoi indicatori di sviluppo, le sue proiezioni statistiche, le sue previsioni di contenimento delle spese inutili. Ed anche i suoi sondaggi sulla qualità della vita, sulle devianze giovanili, sul ritmo di crescita delle partite Iva. Peccato, però, che non tutti i dati di supporto al "miracolo calabrese" siano coerenti o comparabili con quelli forniti dall'Istat o da Bankitalia. Dicono altre cose. E non sono tutte rose e fiori. Sarebbe oltremodo deplorevole aver diffuso informazioni sapientemente taroccate per farsi campagna elettorale. Politica vecchia. E non solo anagraficamente.

 

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