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Skorpio e Lanciostory

di Daniele D'Aquino 

 

Dopo l’articolo su Dago, proseguiamo il nostro viaggio nel fumetto sudamericano (ma non solo), restando in casa Eura e parlando dei suoi due storici settimanali, Skorpio e Lanciostory, che pubblicano in grande maggioranza historietas e storie franco-belghe.

Diamo perciò un’occhiata alle uscite di questi ultimi mesi, cominciando da Skorpio.

Una delle serie più riuscite è a mio avviso “Specie in via d’estinzione”, di Centol e Garcia Seijas, una spassosa commedia in cui gli animali pensano come gli esseri umani e le loro storie si intrecciano con quelle dei loro padroni.

Molto divertenti anche le avventure di  Chico Montana” (testi e disegni di Altuna), penalizzato però dal breve numero di pagine a disposizione.

Rimanendo in tema di serie brillanti, troviamo “Lei e io”, in cui la vena umoristica dello stacanovista Wood si sposa alla perfezione con il tratto funzionale e sintetico di Vogt, e “Chiara di notte”, due pagine d’ironia a luci rosse firmate da Trillo/Maicas e Bernet.

Piuttosto deludenti i vari “liberi” e anche gli episodi di Martin Hel, personaggio su cui condivido il parere di Pinketts (non avete ancora letto l’intervista? Fatelo!)

Da Skorpio a Lanciostory il passo è breve.

Una delle mie serie preferite è “Killer”, che racconta la movimentata vita di un sicario. Ai testi Matz sa costruire trame avvincenti unendo azione e introspezione psicologica, facendoci quasi immedesimare nei panni di un personaggio negativo e nella sua disincantata visione del mondo.

Stupendi i disegni di Jacamon, dotato di uno stile molto personale e piacevole, arricchito da una colorazione davvero realistica.

Restando in zona “tuttocolore”, è doveroso citare “James Healer” (miniserie pubblicata a luglio in quattro episodi), non tanto per la storia, comunque godibile, ad opera di Swolfs, quanto per i disegni di un Giulio De Vita in stato di grazia.

Sembra proprio che il nostro artist abbia trovato in Francia la sua America…

Peccato solamente per la riduzione di formato rispetto all’originale.

“Ho condotto una vita d’avventura prima di arrivare a possedere quel bar di Melbourne, lo Sweet Sodome, e a dedicarmi alla scrittura…una vita che mi ha lasciato il soprannome di Cayenna…”

Didascalie simili a questa introducono le otto tavole di ogni episodio di “Cayenna/2”, serie scritta da Saccomanno, che si dimostra profondo conoscitore dell’animo e dei sentimenti che regolano i rapporti interpersonali, e disegnata da Mandrafina, maestro nel rappresentare tutte le sfumature di un’emozione. E tra pochi mesi potremo ammirare il suo tratto sulle pagine di Dylan Dog…

Piuttosto mediocre la miniserie in cinque puntate “L’eredità Iverson”, scritta (male) da Mazzitelli e disegnata (peggio) da Macagno.

Sicuramente meglio “La signora dei gatti”, seconda storia della serie “True crime stories”, di Cinzia Tani (testi) e Angel Fernandez (disegni), una rigorosa e dettagliata ricostruzione di un fatto di cronaca nera realmente accaduto.

Per quanto riguarda i “liberi” è doveroso citare il delizioso metafumetto “Il cuore è un vagabondo” di Bartoli e Carnevale, e alcuni brevi lavori di Recchioni, in particolare il geniale “La forza dello stereotipo” e l’inquietante “Io non sono pazzo!”.

Sempre molto interessanti le varie rubriche.

(18/11/2002)

 

   

 

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