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Il Cable di Tishman/Kordey

di Fabio Volino

 

Cable (c) Marvel ComicsDevo ammettere che, al termine della confusionaria saga “Le Ere di Apocalisse”, ritenevo Cable un personaggio finito, che non avesse ormai più nulla da dire. E questo perché l’ obiettivo unico e fondamentale per cui dal futuro era giunto nella nostra epoca, sconfiggere Apocalisse, era ormai stato conseguito. Sensazione ulteriormente acuita dal fatto che l’ altro incarico che Claremont gli aveva dato, badare a Jean Grey in assenza di Ciclope, era stato definitivamente risolto col ritorno di Scott Summers. Una atmosfera di incertezza che dominava anche sulla testata personale dedicata a Nathan Christopher Summers, quando le sue redini erano state affidate al pur bravo Robert Weinberg, che lo aveva coinvolto in una sarabanda di svariate avventure spaziotemporali.

Ma con l’ avvento di David Tischman (pupillo di Howard Chaykin e scusate se è poco) e del disegnatore serbo-croato Igor Kordey mi sono dovuto veramente ricredere. Credo che questo sia stato uno dei ritorni alle origini più intelligenti e, al tempo stesso, moderni degli ultimi anni. Tischman deve essersi posto la mia stessa domanda: ora che Cable è un uomo fuori dal suo tempo e senza più uno scopo nella vita cosa potrebbe fare? La risposta è stata: quello che ha sempre fatto, il mercenario. Il guerriero per una giusta causa. E stavolta il nemico non è Apocalisse, stavolta la minaccia non è rappresentata da qualche oscuro supercriminale, no: in questo caso il nemico è l’ essere umano, una delle creature più infide presenti sulla Terra. Capace il giorno prima di dar vita a pulizie etniche, stermini di massa e guerre civili come se nulla fosse e senza preoccuparsi delle conseguenze e l’ indomani di far finta che la vita sia uguale a prima.

Cable conosce bene la guerra, l’ era da cui proviene ne è stata devastata; Cable è un uomo ben informato delle vicende del mondo, che legge i giornali, si documenta sulle fazioni in lotta e decide da che parte schierarsi. E quando non c’è una parte giusta, allora Cable la crea dal nulla. Con le buone o con le cattive, ma preoccupandosi delle conseguenze e proteggendo la gente innocente, soprattutto le donne e i bambini, ovverosia i soggetti maggiormente colpiti da eventi di questo genere. Sono storie che a volte rappresentano un vero e proprio pugno nello stomaco, ma sono anche storie “concrete”, profondamente immerse in una realtà che, una volta finita la lettura, scopriamo non conoscere poi così bene. E la cosa ci dà da pensare. Un plauso dunque a Tischman per averci fornito una visione davvero inedita del mondo mutante.

A fungere da giusto supporto alle sue sceneggiature vi sono i disegni del prolifico Igor Kordey, che qui, diversamente da quanto visto su NEW X-MEN di Grant Morrison, dà veramente il meglio di sé, forse perché anche lui conosce bene la guerra avendola vissuta. Un tratto lontano dai consueti canoni supereroistici e che si rifà più alla scuola europea: il tutto con ottimi risultati. Un plauso anche a lui.

Onestamente non sappiamo quale piega prenderà la testata del Soldato X una volta che Tischman se ne andrà, ma di una cosa siamo certi: non dimenticheremo facilmente queste storie.

 

NB: le storie di "Cable" sono presentate in Italia da Panini Comics sulle pagine di "Wolverine"

(20/1/2003)

 

   

 

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